Idee Arredamento

Come applicare la carta da parati

La carta da parati rappresenta una soluzione moderna e di design per rinnovare la casa, una stanza o anche solo per decorare una parete o una nicchia. L’applicazione delle carte da parati si può anche effettuare da soli, senza dover ricorrere ad un professionista. Basta seguire alcune semplici regole.

Innanzitutto bisogna decidere quanta carta da parati ci serve. Per scegliere quanti rotoli di carta da parati servono va calcolata l’area della superficie da tappezzare, sottraendo gli ingombri di porte e finestre. Prevedere l’acquisto di un rotolo in più per eventuali errori.
Dividere il risultato ottenuto per la larghezza del rotolo. Le dimensioni sono standard, tra 0.47 e 53 cm, tra 90 e 100 cm oppure 70 cm, mentre la lunghezza è di 10 metri. Misurate l’altezza dei muri, esclusi i battiscopa e aggiungete 6 cm per le rifiniture, quindi stabilite il numero di fogli interi che si ricavano da ogni rotolo. A questo punto per avere il quantitativo di rolli, basta dividere il numero di fogli necessari per quello dei fogli ricavabili da ogni rotolo.

Poi  bisogna verificare che le pareti da rivestire siano asciutte, pulite e senza troppe irregolarità.

Tagliare le strisce di carta occorrenti. Se la tappezzeria è disegnata con decori da affiancare, numerare i fogli sul retro.
Aiutandosi con un filo a piombo tracciare una linea verticale nel punto in cui si applicherà il primo foglio, iniziando dalla parete più in vista.
Si stende la colla sulla prima metà del telo che va poi piegato e si applica sull’altra metà.
Partendo dall’alto, appoggiare il foglio sulla parete, scendendo  lentamente. Quando tutto il telo è incollato, spazzolarlo con l’apposito strumento da tappezziere per far uscire le bolle d’aria, procedendo dall’alto in basso e dal centro verso i lati. Proseguire così con tutti i fogli. In presenza di prese elettriche smontare le placche, tagliare la carta a croce in corrispondenza del foro, ripiegarla all’interno e bloccarla con il riposizionamento della placca.
A lavoro terminato passare sulle giunture dei vari fogli un piccolo rullo per una perfetta adesione. Con il cutter rifilare la carta a soffitto e a pavimento.

Se il muro era già tappezzato serve uno sciogli colla, da diluire con acqua come riportato sulla confezione.
Il prodotto si stende sulla vecchia carta da parati con una spazzola. A macerazione avvenuta, asportare con una spatola. Si liscia quindi la superficie con carta vetrata medio-fine, poi spazzolare per togliere i residui di polvere e vecchia colla.
Successivamente occorre stendere sulla parete una leggera mano della stessa colla diluita, in modo da lasciare la superficie permeabile, consolidata e liscia al tatto. Se la superficie tappezzata è ampia, si può noleggiare una stacca parati a vapore presso un centro fai-da-te.

Per le carte in cellulosa e viniliche si usano adesivi a base di cellulosa e amido. In polvere, vanno miscelati con l’acqua nelle proporzioni indicate sulla confezione e lasciati riposare 10 minuti prima di essere usate. Sono diversi a seconda del tipo di carta: più la carta è pesante, più la colla è forte.

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Come illuminare il soggiorno

L’illuminazione del soggiorno viene spesso completata da punti luce supplementari posti in corrispondenza di divani o poltrone. La scelta della tipologia di lampada più adatta è una questione sia estetica sia pratica.

Lampade a stelo
Di altezze diverse, i modelli da terra si possono sistemare a una delle due estremità del divano o vicino a una seduta per creare un angolo relax, meglio se a una certa distanza dal punto luce principale; sono adatti, inoltre, per aumentare la luminosità della zona tv in modo da non affaticare la vista.
Per la lettura è indicata una luce diretta e puntuale, abbastanza potente, prodotta da un apparecchio con diffusore orientabile o fisso.
Per la conversazione o il relax è preferibile un’illuminazione soffusa, diretta verso l’alto o verso il basso, oppure schermata da un paralume in tessuto o vetro opalino.

Lampade a sospensione
Tradizionalmente utilizzate per l’illuminazione d’ambiente, in alcuni casi possono invece puntare in modo diretto sul divano o su uno dei piani d’appoggio che gli sono accostati.
Se il soggiorno è piccolo, un apparecchio centrale può bastare a illuminare anche la zona conversazione senza l’aggiunta di altri elementi: nelle stanze più grandi si possono prevedere più punti luce simmetrici.
Per un equilibrato effetto d’insieme, le dimensione delle sospensioni devono essere comunque proporzionate a quelle della stanza e all’altezza del soffitto.

Lampade da appoggio
Le lampade da tavolo sono un’alternativa a quelle da terra, spesso preferibile quando il divano o la poltrona sono affiancati da tavolini laterali. Per quanto riguarda l’altezza dello stelo e il diametro del paralume, il modello deve essere scelto tenendo conto delle dimensioni e della struttura, più o meno leggera, sulla quale vengono posati.
Spesso hanno anche una forte valenza decorativa che contribuisce all’effetto d’insieme del soggiorno.

Applique
Quando vengono scelte per illuminare aree specifiche, è importante valutare sia la potenza sia il tipo di luce che diffondono. A seconda della forma e della misura del diffusore, il fascio luminoso può essere infatti indirizzato verso l’alto o verso il basso, oppure produrre una luce soffusa e indiretta.
In particolare le applique rappresentano la soluzione giusta in ambienti con soffitto basso, tetto spiovente o travi a vista. Alcuni modelli possono essere utilizzati anche per l’illuminazione generale.

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Progettare la cabina armadio a seconda della tipologia

Quando di decide di progettare una  cabina armadio bisogna tener presente che ci sono diversi modi per realizzarla in base allo spazio in cui si decide di collocarla e alla tipologia di materiale per costruirla.
La cabina armadio infatti può essere un tradizionale guardaroba ricavato in una stanza indipendente ma  può anche essere ritagliata all’interno della camera da letto (o altra stanza) anche sfruttando spazi come nicchie o pareti irregolari . Infine, la cabina può essere sistemata in posizioni d’angolo all’interno della stanza;  in questo caso sarà sicuramente di dimensioni più contenute.
Una volta individuato il posto dove realizzarla i programmi per comporre la cabina armadio si distinguono in tre categorie principali in base alla struttura portante. Questa infatti può essere costituita da montanti metallici terra-soffitto, da profili in alluminio che si fissano a parete e si possono completare con pannelli-boiserie, e da sistemi con spalle e schienali in legno.

Cabina armadio con montanti metallici terra soffitto
L’utilizzo di montanti metallici consente di modulare lo spazio in base alle effettive necessità cambiando facilmente la configurazione q quando serve.  Da un punto di vista estetico si ottengono strutture visivamente molto leggere, pratiche da integrare nel tempo, ma anche da smontare per adattarle a un nuovo contesto.
Generalmente sono costituite da elementi verticali metallici ancorati attraverso piedini regolabili in altezza al pavimento e al soffitto sui quali viene agganciata l’attrezzatura composta da ripiani, appendiabiti, cassetti

Cabina armadio ancorata a parete
Nelle composizioni con profili a muro è prevista un’attrezzatura di tipo pensile, che si aggancia lungo i profili stessi. Questi devono essere installati seguendo una scansione che deriva dalla larghezza dei moduli. Alcuni programmi prevedono l’installazione solo su pareti in muratura, altri anche su superfici in cartongesso. Le fasce metalliche possono essere di diverso tipo. Per esempio a cremagliera, cioè con una dentellatura su tutta la larghezza per favorire l’aggancio dei moduli, oppure sagomate con guide di scorrimento. In questo caso il sistema di fissaggio è integrato nel reggimensole.

Cabina armadio con schienale e spalle in legno
Sono strutture che si presentano più o meno come gli interni degli armadi tradizionali. L’attrezzatura è costituita da moduli di dimensioni standard come ripiani, cassettiere e alcuni contenitori che determinano la larghezza di ciascun vano e che si fissano ai fianchi negli appositi fori, oppure sugli schienali grazie a particolari sistemi di aggancio che rimangono nascosti dietro l’attrezzatura.
Prevedono normalmente un pianale che per livellarsi al pavimento può essere dotato di piedini con microregolazione e un top di chiusura: entrambi servono a rendere più completa e solidale la struttura.
La disponibilità di moduli è molto vasta e consente di personalizzare le composizione ma è necessaria a priori una progettazione molto dettagliata.
Questa tipologia di cabina è quella che meno permette di cambiare la composizione dopo il montaggio. Per questo è necessario progettarla molto bene inizialmente.

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Porte scorrevoli per interni

Le porte scorrevoli sono una soluzione molto utilizzata nelle case modernee le versioni più attuali sono davvero evolute. Possono essere trasparenti, curve e anche motorizzate e possono integrare, nelle pareti che le contengono, l’impianto elettrico, prese, interruttori e persino i più moderni sistemi domotici.
La moderna tecnica permette inoltre di produrre anche pannelli scorrevoli extra slim: anche se le ante contenute nel muro sono doppie, lo spessore del divisorio rimane quello classico di 10,5 cm.
Per raggiungere la massima essenzialità delle forme, infine, vi sono modelli in cui si è riusciti ad eliminare tutto ciò che non è strettamente necessario: stipiti, coprifili e cornici. Così tutto diventa liscio e complanare, e si ottiene la totale mimesi della parete con la porta.
Le porte scorrevoli che sfruttano lo spessore del muro sono quelle più tecnologiche, grazie a componenti brevettati che offrono maggiori garanzie di durata. Cuore del sistema è il controtelaio, costituito da una cassa metallica interna e da un meccanismo di scorrimento formato da binario e carrello. Questi ultimi due dettagli tecnici sono anche quelli più sollecitati e vanno quindi valutati con attenzione: alcune aziende come Scrigno, li garantiscono per ben 20 anni. Il più delle volte il fissaggio della porta avviene al binario superiore, evitando così di realizzare antiestetiche guide a pavimento (che così risulta essere continuo).
Esistono anche profili speciali per sostenere pannelli tutto vetro, privi di cornici. Interessante il sistema costruttivo di Eclisse con Binario Estraibile, che rende possibile l’ispezione del controtelaio e l’applicazione di accessori come la motorizzazione anche in un secondo tempo. Vi sono poi modelli che consentono di fissare alla parete nella quale sono inseriti pesi notevoli, come mensole e contenitori di cucine, oppure sistemi in metalli speciali, resistenti all’umidità e quindi adatti anche per ambienti umidi come i bagni.
Nessun problema a costruire controtelai sinuosi, con diversi raggi di curvatura.
E veniamo alle dimensioni massime realizzabili per una porta o un pannello scorrevole: variano da un’azienda all’altra, ma con un unico controtelaio si può arrivare a 200 cm di larghezza e 300 cm in altezza. Questo significa poter realizzare porte alte fino al soffitto, molto apprezzate soprattutto dagli architetti.

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Incidenti domestici: come rendere sicura la propria cucina

La cucina è tra gli ambienti a maggior rischio di incidenti domestici perché le attività che vi si svolgono comportano l’uso di apparecchiature a gas ed elettriche e l’impiego di materiali pericolosi (liquidi bollenti e sostanze infiammabili, tossiche e caustiche).
Gli infortuni tipici che si verificano in cucina sono le ferite provocate da strumenti taglienti (forbici, coltelli, affettatrici) e le ustioni causate da liquidi bollenti e dalla fiamma dei fornelli. Seguono le scosse elettriche, dato che numerosi elettrodomestici vengono utilizzati in prossimità o a contatto diretto con l’acqua.
I rischi sono maggiori se aumentano le dimensioni del locale, il numero delle persone che lo frequentano e le attività svolte. Spesso la cucina viene  infatti utilizzata anche per stirare, per lavorare e scrivere e dai bambini per giocare o studiare. Vediamo, allora, come migliorarne la sicurezza.

I mobili componibili vanno collocati in modo che tra di essi vi sia una buona relazione d’uso, senza intralci sui percorsi da compiere per passare dall’uno all’altro. Per esempio: la cucina sviluppata su tutta la lunghezza di una parete è generalmente troppo lunga e richiede un maggiore consumo di energie per gli spostamenti quindi di manovre faticose. La soluzione a “elle” è di solito la migliore perché accorpa il gruppo piano di cottura-frigorifero-lavello, separandolo dagli altri elementi. Questa scelta non è casuale: gli studi ergonomici hanno individuato un ipotetico “triangolo” delle attrezzature fondamentali i cui vertici sono appunto costituiti dal piano di cottura, dal frigorifero e dal lavello.
E’ però necessario che tra i vertici del triangolo non si inseriscano porte o mobili spigolosi o su ruote, piuttosto che ingombri in muratura o a pavimento.

Il piano cottura non deve mai essere situato in un angolo dove è più faticoso muoversi o dietro a una porta dove chi cucina può essere urtato da chi entra all’improvivso.

I piani di lavoro della cucina devono essere alla stessa altezza e  quelli ai lati della piastra di cottura devono avere rivestimenti di materiale adatto a sopportare l’appoggio di pentole roventi.

Altri suggerimenti: non collocare armadietti sopra il piano di cottura; il pensile in cui vengono riposti liqui di pericolosi deve essere situato in luogo alto e sicuro; applicare sempre una ventolina funzionante per depressione applicata al vetro della finestra di cucina.

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Pavimenti in grès porcellanato effetto legno

Una soluzione di grande tendenza, in questo momento, sono i pavimenti in grès effetto legno. Questo materiale simula perfettamente le diverse essenze del parquet riproducendo minuziosamente venature, nodi e imperfezioni e offrendo la stessa calda atmosfera di una pavimento in legno, se si esclude la percezione tattile che risulta, naturalmente, più fredda rispetto al legno.
Il grès porcellanato è oggi, a tutti gli effetti, un materiale di pregio che si colloca nella fascia medio-alta dei prodotti per l’edilizia.  E’ un materiale con una grande flessibilità di utilizzo (superfici orizzontali e verticali, uso interno ed esterno) ed è in grado di sostituire i più nobili materiali naturali (marmo, pietra, legno) con il valore aggiunto di una maggiore resistenza, di un bassissimo grado di obsolescenza e di una grande semplicità di manutenzione.

Lavorazione
Il grès è un particolare tipo di materia ceramica a superficie smaltata, una miscela di argille in polveri sottilissime (precedentemente sottoposte a frantumazione) pressate a 700 atmosfere e cotto (una sola volta per quanto concerne la monocottura) a 1.150°C. Questa lavorazione lo rende uno dei materiali più resistenti al mondo, basti pensare che gli altri tipi di ceramica vengono cotti indicativamente a 400/700°C e applicati mediante pennello.
La texture materica del legno si ottiene in fase di stampatura, attraverso forme che simulano la piallatura artigianale a cui un tempo venivano sottoposte le doghe di legno prima di diventare superfici per pavimenti e rivestimenti. Si ottengono così i tipici solchi irregolari del legno. I pezzi vengono poi finiti con i  colori desiderati.

Prezzi, vantaggi e svantaggi del grès effetto legno
Per quanto concerne i prezzi, diciamo che un pavimento in grès effetto legno risulta leggermente più economico rispetto al parquet,  indicativamente possiamo dire che il prezzo del grès al mq si aggira intorno ai 50/60 euro contro i 60/70 euro al mq del parquet.
I vantaggi di un pavimento in grès effetto legno rispetto al parquet possono essere così schematizzati:
- nessun assorbimento
- grande resistenza
- semplicità di posa (è più facile trovare posatori di grès/ceramica rispetto a posatori di parquet)
- può essere inserito in ambienti umidi
- semplicità di pulizia e manutenzione
Lo svantaggio è che il grès è un buon conduttore quindi ovviamente risulta freddo al tatto, a differenza del legno.

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Tende per interni: scorrimento laterale e verticale

Le tende sono elementi di arredo molto efficaci capaci di trasformare in un attimo un ambiente sia che si tratti di morbide cortine o essenziali pannelli a rullo.
Le cortine ondulati solitamente si sostengono con sistemi a scorrimento laterale. Ci sono i binari da 1 a 5 vie dotati, volendo, anche di elementi angolari che seguono l’andamento della pareti, separano gli ambienti e circoscrivono uno spazio intimo della casa (zona letto, pranzo, studio).
Una soluzione pratica ed economica sono i fili metallici, a cui sospendere pannelli tessili che sostituiscono le ante del guardaroba o schermano il contenuto di scaffali. Ampio, poi, il panorama dei reggi tenda con funzione decorativa. Da quelli più tecnologici dotati di luci a led ai più classici, come i bastoni in vari materiali e finiture.
Le tende avvolgibili a rullo sono sempre tra le più apprezzate fra lo scorrimento verticale in quanto richiuse scompaiono alla vista, lasciando libera la finestra. Si montano sia a parete che a soffitto e il rullo ha un ingombro di soli 6/7 cm in altezza. Grazie a modelli larghi fino a 5 metri , si possono applicare ad ampie vetrate. Il movimento manuale avviene tramite catenella, quello motorizzato si aziona con telecomando o pulsantiera a muro.
Di gusto minimale anche la tenda a pacchetto: fissata a soffitto, per essere richiusa necessita di circa 30 cm in altezza sopra il serramento. In alternativa si può fissare direttamente sulla finestra.
La scelta del tessuto è poi quello che rende la tenda un elemento d’arredo che personalizza e dona fascino all’ambiente. I tessuti possono essere di svariati tipi, così come le lavorazioni e le tessiture particolari, a livello di caratteristiche però si possono distinguere queste categorie.
Oscuranti: bloccano completamente la luce.
Filtranti: filtrano la luce solare con diversi gradi di trasparenza
Coprenti: riducono la visibilità dall’esterno mantenendo la luminosità all’interno dell’ambiente
Schermanti: proteggono dai raggi UV
Riflettenti: una patina d’alluminio riflette luce e calore verso l’esterno.
Fonoassorbenti: riducono il riverbero sonoro.
Ignifughi: bruciano senza creare fiamma.

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Decorare le pareti con la carta da parati

La carta da parati è un’ottima soluzione per vestire i muri con risultati sorprendenti dal punto di vista della creatività e della personalizzazione. Con la carta da parati infatti gli ambienti della casa acquistano profondità, dinamismo, tridimensionalità grazie anche all’effetto dato da lavorazioni particolari come la goffratura o il glitter. Il rivestimento murale gioca sugli effetti visivi per dare carattere agli ambienti e sulle combinazioni cromatiche per conferire un tocco di moderna personalità. Via libera dunque ai giochi di contrasto per i colori scelti in tonalità che sembrerebbero bandite dalle pareti ma che invece possono dare ottimi esiti: fondi cioccolato con disegni blu china, grigi antracite, senape.
Le decorazioni delle carte da parati sono innumerevoli: disegni geometrici che si ispirano ai motivi “vintage” oggi di gran moda, decorazioni classiche e floreali, veri e propri disegni pittorici.
Anche i  materiali si attualizzano: accanto a quelli a base cartacea, oggi molte proposte sono in tessuto non tessuto, un materiale versatile impiegato in vari settori strutturalmente costituito da uno strato di fibre ripartite direzionalmente, in cui la coesione tra le fibre è assicurata da una combinazione di metodi meccanici e chimici che escludono la tradizionale tessitura.

E per la manutenzione?
Niente di più facile: le carte da parati più nuove si possono anche lavare con detergenti delicati. Per ottenere un ottimo risultato e mantenere perfettamente posata nel tempo la propria carta da parati, è molto importante affidarsi a personale qualificato per la posa, per evitare qualsiasi sorpresa, e assicurarsi che l’ambiente dove si vuole applicare questo rivestimento goda di una buona illuminazione e di una buona ventilazione.

Insomma, rivestire i muri con la carta da parati non vuol dire solo creare una superficie unica, magari molto elegante e che punta esclusivamente sulla sua continuità estetica. Con la carta da parati si possono ottenere interessanti effetti di assemblaggio, accostandola con altri materiali di rivestimento come un semplice intonaco, la ceramica, il tessuto, per dar vita ad ambienti composti e a soluzioni inconsuete. Se progettate con gusto le pareti saranno un elemento che contribuirà a definire il calore e il comfort della casa.

Janelli&Volpi web: janellievolpi.it
Farrow&Ball web: farrow-ball.com
Misha Handmadewallpapers web: mi-sha.net
Sanderson web: sanderson-uk.com
Limonta web: limontawall.com
Cole&Son web: cole-and-son.com

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Rivestimenti per la cucina: la zona dietro i fuochi e il lavello

La maggior parte delle cucine presenti nelle nostre case si trova  appoggiata ad una parete. Conseguentemente il piano di operativo con lavelli e fuochi si trova la maggior parte delle volte posizionato contro un muro sul quale sono appesi i moduli contenitori per stoviglie e accessori.
La zona fra piano operativo e mobili pensili è una zona delicata della cucina che deve essere rifinita con una superficie resistente ma la tempo stesso in sintonia con il resto dell’arredamento e dei rivestimenti.
Le soluzioni sono tante, oltre alle classiche piastrelle in ceramica, per ottenere una superficie in grado di affrontare gli stress cui quest’area è sottoposta: gli schizzi di cibo dalle padelle durante la cottura, l’acqua del lavandino e i detersivi, il calore dei fuochi e anche delle lampadine che di solito illuminano la zona operativa.
Esistono superfici nuove come gli agglomerati, ma anche le soluzioni tradizionali come la pietra o il metallo sono attualizzate da trattamenti superficiali che aumentano la resistenza di questi materiali naturali, per coniugare al meglio estetica e funzionalità.
Una soluzione che crea un bel colpo d’occhio è la realizzazione della parete dietro alla cucina in mattoni a vista; soluzione interessante anche per uno spazio urbano e non solo nelle abitazioni country. Se si vuole evitare la pietra a vista si può ricreare l’effetto optando per dei grès che creano l’effetto delle solide pareti in mattoni dei vecchi stabili delle metropoli urbane (Underground di Manifatture Ceramiche Cir).
Anche la carta da parati, contrariamente a quanto si può pensare,  può essere presa in considerazione per questa zona. Basta scegliere con attenzione i prodotti che garantiscono lavabilità e impermeabilità.  Questa soluzione permette di sbizzarrirsi dal punto di vista creativo permettendo grandi possibilità estetiche (Striping di Wall&Co, Little Garden di Limonta, ecc).
Una soluzione molto bella è quella di rivestire la zona con il mosaico vetroso. Permette illimitate possibilità cromatiche anche attraverso l’uso di giochi luce tono su tono. Disponibili sia opachi che cangianti. (Sicis).
Altra soluzione è rappresentata dalla resina. Con questo materiale è possibile realizzare pareti che evidenziano continuità cromatica tra pavimenti, muri ed elementi di arredo che si fondono tra loro. La resina consente di ottenere una pavimentazione continua ed uniforme, priva delle classiche fughe in cui lo sporco solitamente si annida. Per applicare la resina non occorre demolire: viene semplicemente applicato uno spessore aggiuntivo di 2 millimetri alla superficie esistente, inoltre, si tratta di una superficie impermeabile e resistente.

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Sistema Home Cinema e Home Theater: a casa come al cinema

Le nuove tecnologie ci permettono di realizzare impianti domestici che riproducono gli effetti del cinema nel salotto di casa nostra.
Con gli impianti di Home Cinema è possibile infatti ricreare anche nelle nostre case gli stessi effetti delle sale cinematografiche a costi competitivi. L’offerta di prodotti è veramente ampia e ce ne sono per tutte le tasche, proprio per questo la scelta può risultare difficile.
Innanzitutto è importante raggruppare le possibili soluzioni in due macro categorie. Da una parte gli impianti di Home Cinema, dall’altra quelli di Home Theatre. Nel primo caso abbiamo un kit di cui il televisore è il centro, nel secondo caso facciamo invece riferimento a un videoproiettore. Elementi comuni ad entrambi i sistemi sono un lettore dvd o blu-ray e un sistema di riproduzione di suoni.
Per scegliere quale tipologia di prodotto acquistare bisogna considerare prima di tutto il luogo dove si andranno a posizionare i vari componenti. Al di là di una questione meramente di prezzo, un impianto di Home Theatre richiede infatti uno spazio adeguato: una stanza di almeno cinque metri di profondità per poter collocare il proiettore a una distanza sufficiente dal telo. Non solo, ma ai migliori impianti di Home Theatre vengono addirittura dedicati ambienti ad hoc, costruiti in modo da sfruttare a pieno tutte le caratteristiche offerte dall’equipaggiamento audio e video (pareti assorbenti ad assorbimento sonoro e teli meccanici).

Più semplice da gestire e più in linea con le nostre case sono invece i sistemi basati sui televisori di ultima generazione, oggi addirittura in 3D e in grado di superare i 60 pollici di grandezza (un metro e mezzo di diagonale). La visione offerta da questi schermi è decisamente coinvolgente e in grado di rispondere alle esigenze del cinefilo domestico, a patto di soddisfare un requisito fondamentale: l’audio.
Le soluzioni preferibili sono quelle tutto in uno, ovvero lettori Blu-ray equipaggiati con casse audio in grado di riprodurre i suoni multi canale, i famosi 5.1. L’ideale è quindi piazzare 6 casse nella stanza, 4 vicino al televisore e 2 dietro al divano, per ricreare l’effetto avvolgente (surround), tipico dei cinema. Ovviamente questo numero eccessivo di speaker può creare dei problemi, soprattutto per la presenza di fili, ma esistono soluzioni “accettabili” che utilizzano solo 3 o 2 casse. I sistemi audio con la connessione wireless delle casse non sono consigliabili: primo per possibili problemi di interferenza, secondo perché è vero che non bisogna collegarli al lettore, è però necessario alimentarli con la corrente elettrica.

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